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All’inizio del secolo il settore automobilistico attraversa un periodo di assestamento. Il mercato eccede di imprese e solo in Italia sono in attività oltre 60 fabbriche di auto delle quali molte destinate a scomparire.L’imprenditore Vincenzo Lancia riesce ad emergere e ad imporre la sua genialità distinguendosi per la qualità, l’innovazione e l’eleganza delle proprie realizzazioni. Fino al termine del primo conflitto mondiale, la Lancia fondata nel 1906, propone modelli di indubbio interesse che vanno dalla capostipite Alpha 12 HP, equipaggiata da un motore di oltre 2500 cc che la spinge alla elevata velocità di 90 km/h, alle Dialpha, Beta, Gamma, Delta, Didelta, Epsilon, Eta, alla piccola Zeta, per finire alla Theta del 1913.  Quest’ultima eccellente auto, prodotta in 1700 esemplari, ha uno straordinario successo anche perché, prima in Europa, offre di serie l’impianto elettrico completo e il motorino di avviamento.
Nel 1911 l’impresa di Vincenzo Lancia è una industria a tutti gli effetti.  Lasciata la piccola officina ex Itala di via Ormea, le auto vengono costruite nella fabbrica di via Monginevro, in borgo San Paolo che resterà in funzione fino al 1962, anno di inaugurazione dello stabilimento di Chivasso al quale verrà affidata gran parte della produzione.
Nel primo dopoguerra il prodotto trainante di Lancia è rappresentato dal modello Kappa, una quattro cilindri da 120 km/h con leva del cambio centrale. Succedono a questa affermandosi la sportiva Dikappa nel 1921 e l’anno successivo la prestigiosa Trikappa, prima Lancia otto cilindri a V stretto di 22° caratteristica questa che sarà esclusiva dei propulsori del Marchio.
Il 1921 è fondamentale nella storia Lancia per le prove su strada del prototipo Lambda, eccezionale sintesi della genialità automobilistica del fondatore. La vettura, che monta un motore quattro cilindri di 2100 cc e che otterrà un successo totale, raggruppa infatti molte importanti innovazioni. E’ la prima auto al mondo ad avere scocca portante e sospensione a ruote anteriori indipendenti, tecnica avanzatissima per l’epoca. Ad oggi non esiste o e’ esistita una vettura quale la Lambda con tanta innovazione e così importante: si può dire che Vincenzo Lancia con questo modello abbia insegnato un nuovo modo di concepire e costruire automobili.
Negli anni successivi la Casa presenta la Dilambda, equipaggiata con un importante otto cilindri, e i modelli Artena e Astura a quattro e otto cilindri rispettivamente di 2000 e 2600 cc.
Con l’Augusta la Lancia propone nel 1932 la prima vettura con guida interna e l’intera carrozzeria a struttura portante. La cilindrata di 1200 cc la colloca nella fascia delle utilitarie, sia pure di lusso, ed in questa classe risulta la prima dotata di impianto frenante idraulico.
L’Aprilia, altro capolavoro Lancia secondo solo a Lambda, viene presentata nel 1936. La vettura altamente aerodinamica, motorizzata con un quattro cilindri di 1351cc di raffinata tecnologia, è un prodotto eccezionale per prestazioni e comfort e raccoglie grandi consensi ed entusiasmanti risultati sportivi.
Purtroppo Vincenzo Lancia non può essere gratificato dal successo di questa realizzazione perché muore improvvisamente, il 15 febbraio del 1937, pochi mesi prima della sua commercializzazione.
Poco prima dell’inizio della seconda guerra mondiale, l’Aprilia viene affiancata dall’Ardea che, adottando una meccanica meno sofisticata, ne riprende la linea in forma ridotta e monta un motore 4 cilindri di soli 903 cc., il più piccolo nella storia del Marchio.
Nel 1950 il figlio del fondatore Gianni Lancia presenta l’Aurelia, sobria ed elegante berlina motorizzata con un inedito 6 cilindri a V di 60° di 1754 cc. che rappresenta la ripresa dell’azienda dopo la scomparsa di Vincenzo e gli avvenimenti bellici.  Derivata dalla berlina – che, nelle diverse serie di produzione, aumenta la cilindrata del propulsore a 2000 e 2260 cc – nasce più tardi la splendida Gran Turismo, poi identificata con la sigla B20, con motori 2000 e 2500 cc e nel 1954 l’intramontabile spider B24 con motore 2500 cc.  In questi anni si assiste alla prima grande esperienza sportiva della marca, infatti all’inizio degli anni cinquanta, Gianni Lancia decide di impegnarsi direttamente nelle gare con una squadra ufficiale. Un impegno di uomini e mezzi che porterà grandi vittorie ma anche gravi problemi economici.  È la B20 l’auto del debutto, nel 1951. Alla Mille Miglia l’auto si piazza seconda assoluta dietro la più potente Ferrari. Giungono poi altre affermazioni di prestigio, come Targa Florio e Rallye di Montecarlo.  Intanto, nelle officine di borgo San Paolo vengono realizzati straordinari modelli da competizione le cui sigle D20, D23, D24, D25 identificano la mitica serie delle vetture sport.  La D24 di 3300 cc si impone nettamente nella massacrante Carrera Panamericana del 1953, ripetendosi alla Mille Miglia del 1954. I successi nella Categoria Sport invitano alla F.1 e alla fantastica D50 messa in cantiere nell’estate del 1953: non mancano i requisiti per competere.
Nel ’53 la produzione di serie presenta l’Appia, rivolgendosi all’utenza Ardea. La vettura, molto apprezzata dal pubblico femminile, deriva dalle peculiarità del progetto e dalle finiture di lusso oltre che dalle riuscite interpretazioni stilistiche quali Coupé Pininfarina, Lusso e Convertibile Vignale, GT e sport Zagato.
Ma l’attività sportiva voluta da Gianni Lancia incide negativamente sul bilancio, tanto da costringere l’azienda nel luglio del 1955 a cedere gratuitamente a Enzo Ferrari tutto il notevole patrimonio della squadra corse relativo alla D50, fatto di uomini (Jano) progetti, prototipi e vetture che l’anno successivo vincerà il campionato mondiale di Formula 1 con Juan Manuel Fangio.  Nello stesso anno, in autunno, la Lancia viene assorbita dal gruppo Pesenti.
Alla fine degli anni 50 viene presentata la Flaminia, ammiraglia di prestigio derivata dallo sviluppo tecnico della Aurelia e dotata di motore 6 cilindri a V di 60° 2500 cc, successivamente maggiorato a 2800. Offre, come ogni Lancia, innovazione tecnologica, presentando una nuova sospensione anteriore a ruote indipendenti con bracci montata su telaietto, e innovazione stilistica imponendo la linea tesa e nuovissima della Florida di Pinin Farina, prototipo su telaio Aurelia B56, e, la Florida II, vettura personale di Pinin Farina. Le versioni coupé Pinin Farina, convertibile e GT Touring, sport e super sport Zagato sono apprezzate e richieste.
Nel 1960, progettata dal professor Fessia, nasce la Flavia, berlina innovativa, la prima trazione anteriore italiana con motore a 4 cilindri orizzontali contrapposti di 1500cc. successivamente portati a 1800 e infine a 2000. Vettura molto personale e di grande comfort, anche nelle versioni coupé Pininfarina, convertibile Vignale e sport Zagato ha raccolto notevole successo.
Segue nel ’63 la Fulvia, media e confortevole tre volumi di pregio, ormai quasi contemporanea e motorizzata da un 4 cilindri a V stretto di 1091 cc inclinato di 45 gradi per limitarne l’ingombro verticale. Nelle versioni Coupé HF 1200, 1300, 1600cc. colleziona in competizione un numero impressionante di vittorie, tra cui la coppa FIA.
Nell’ottobre 1969 Fiat rileva marchio e produzione Lancia. Vengono presentati i modelli Lancia 2000, a cui seguiranno Beta e Gamma. In campo sportivo viene presenata a partire da un prototipo di Bertone, l’imbattibile Stratos.
Il 1979 e’ l’anno della Delta a cui seguira’ la versione a 3 volumi Prisma. Ancora la Rally 037 e le versioni quattro ruote motrici della Delta, l’S4, l’HF 4WD, e le diverse “Integrale”. Con queste ultime vetture, in particolare i successi sportivi Lancia sono da leggenda come il campionato mondiale rally conquistato per 6 anni consecutivi (87-92).  Un’impresa per ora unica nella storia dell’auto e che fa parte della gloriosa storia della Lancia.

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