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STORIA SPORTIVA

La Squadra Corse: Sport e Formula 1

  • D20  Berlinetta
  • D23  Spider
  • D24 SPORT SPIDER

Anno : 1953

Motore: 6 cilindri a V di 60°

Cilindrata: 3284 cmc

Potenza massima: 265 CV

Velocità massima: 265 km/h

Con carrozzeria spider in alluminio realizzata dalla Pinin Farina, può considerarsi come la più importante e vittoriosa delle vetture sport realizzate nel secondo dopoguerra dalla Lancia: erede delle vetture sport D 20 e D 23 monta un motore che non è altro che una evoluzione sportiva del motore Aurelia B 10 di Francesco De Virgilio. L’ultima versione della D 24 monterà un motore con cilindrata e potenza aumentate, rispettivamente, a 3750 cmc. e 295 CV: questo stesso motore equipaggerà poi la D 25, ultima vettura di questa famiglia. Anche questo progetto vede la responsabilità di Vittorio Jano coadiuvato, particolarmente per lo sviluppo del motore, da Ettore Zaccone Mina.

Con piloti quali Fangio, Ascari, Villoresi, Taruffi, Castellotti, Bonetto e Valenzano, il palmares ottenuto fu ragguardevole: ricordiamo fra tutte la Carrera Panamericana del 1953, il Giro di Sicilia, la Mille Miglia, la Targa Florio e il Circuito di Oporto del 1954. Il 18 Ottobre di questo anno Gianni Lancia comunicava il ritiro dalle gare di Formula Sport per dedicarsi completamente alla Formula 1. Della D 24 furono costruiti solo 5 esemplari.

  • D25 SPORT SPIDER

Anno : 1954

Motore: 6 cilindri a V di 60°

Cilindrata: 3750 cmc

Potenza massima: 300 CV

Velocità massima: 275 km/h

Questa vettura è l’evoluzione, nonché l’erede diretta della precedente D 24.

Viene prodotta dal 1954 al 1955.

Vince nel 1954 la Bologna-Raticosa pilotata da Eugenio Castellotti. Il 18 ottobre 1954 la Lancia annuncia il proprio ritiro dalle gare per vetture sport, puntando tutto sul programma di Formula 1 e Gianni Lancia, nel luglio del 1955, cede l’intera Squadra Corse alla Ferrari.

  • D50 Formula 1

Anno : 1954

Motore: 8 cilindri a V di 90°

Cilindrata: 2488 cmc

Potenza massima: 260 CV

Velocità massima: 300 km/h

Gianni Lancia, supportato da Alberto Ascari, intraprende la strada della Formula 1 ed affida a Vittorio Iano, responsabile della progettazione delle vetture sport della Lancia, il compito di realizzare una vettura per questa categoria: la vettura deve essere competitiva ed innovativa nei confronti della concorrenza del momento (in modo particolare verso Ferrari e Mercedes).

Iano coadiuvato da Ettore Zaccone Mina, responsabile della sezione motori della Lancia, progetta, sperimenta e realizza la “D 50”. Innovativa ed originale dal punto di vista meccanico (il telaio è realizzato in cromomolibdeno), lo è anche per la disposizione di molti organi e per la realizzazione di due serbatoi di carburante appoggiati lateralmente alla struttura della vettura. Grazie anche al motore inclinato in pianta di 8° verso sinistra rispetto all’asse longitudinale, che consente all’albero di trasmissione di passare a fianco del sedile di guida, la vettura vanta un baricentro molto favorevole.

Nel 1955 la D 50, pilotata da Alberto Ascari, vince a Torino il Gran Premio del Valentino (sempre con la D 50 3° è Gigi Villoresi e 4° Eugenio Castellotti) e il Gran Premio di Napoli (3° Villoresi). Nello stesso anno nel Gran Premio di Monaco Alberto Ascari, al comando della gara, a pochi giri dal traguardo vola in mare senza gravi conseguenze. Le altre D 50 schierate si piazeranno: 2^ con Castellotti, 5^ con Villoresi e 6^ con Chiron. Ancora nel 1955 è importante la classifica del Gran Premio di Pau: 2° Castellotti, 4° Villoresi, 5° Ascari che aveva condotto in testa la gara ma veniva rallentato negli ultimi giri per la rottura di un tubicino dell’impianto frenante.

Il 26 luglio 1955 Gianni Lancia cede a titolo gratuito alla Ferrari l’intera Squadra Corse (Uomini, progetti, prototipi, vetture e ricambi).

La D 50, ormai Lancia/Ferrari, vince il Campionato del Mondo di Formula 1 nel 1956 con Juan Manuel Fangio. La vettura, nelle successive evoluzioni, è stata costruita in 9 esemplari.

Il Reparto Corse

  • Flavia Coupé
  • Flavia Sport
  • FULVIA Coupé Rallye 1.6 HF

Anno : 1968

Motore: 4 cilindri a V di 12°

Cilindrata: 1599 cmc

Potenza massima: 165 CV

Velocità massima: 212 km/h (a secondo della rapportatura)

La Fulvia Coupé Rallye HF 1.6, la mitica “14”, dal numero di gara riportato sulla fiancata, coglie numerose vittorie in campo sportivo. Comunemente denominata “fanalone”, si aggiudica le più significative vittorie nel Campionato Europeo Piloti del 1967 e 1969 con Harry Kallstrom e nel 1973 con Sandro Munari.

La vettura “14” è quella che vinse il Rally di Montecarlo del 1972 e successivamente, nello stesso anno, la Coppa FIA che altro non è  che il successivo Campionato del Mondo Rally, condotta dall’equipaggio composto da Sandro Munari e Mario Mannucci.

Tra il 1965 e il 1974 la Fulvia Coupè HF 1.6 vinse ben 45 rally importanti

  • FULVIA SPORT Competiziome

Anno : 1966

Motore: 4 cilindri a V di 13°

Cilindrata: 1216, 1298, 1401 e 1599 cmc

Potenza massima: 100-154  CV

Velocità massima: 212 km/h (a secondo della rapportatura)

Nel 1968 e nel 1969 la Squadra Corse Lancia prese parte alla 24 ore di Daytona con un Prototipo Fulvia Sport con telaio 818.332 001911 alleggerito da Zagato. Nel 1968 venne utilizzato un motore 1401 cc che erogava 145 CV, ma la Fulvia non terminò la gara per problemi di surriscaldamento. La vettura utilizzata l’anno successivo adottò il motore 1.6 litri da 154 CV. La gara fu un successo perché la vettura condotta da Maglioli/Pinto concluse senza alcun problema piazzandosi all’undicesimo posto assoluto e vincendo la propria categoria.

  • FULVIA F&M Special

Anno : 1969

Motore: 4 cilindri a V di 12°

Cilindrata: 1599 cmc

Potenza massima: 162 CV

Velocità massima: 212 km/h (a secondo della rapportatura)

Cesare Fiorio e Claudio Maglioli decisero di modificare una Fulvia Coupé per correre nella categoria Sport al posto della Fulvia Sport che si era rivelata troppo fragile e poco aerata. Il telaio venne accorciato ed il tetto eliminato lasciando solo un piccolo parabrezza.

La prima carrozzeria venne derivata da un prototipo Rallye HF con motore speciale (1,401 litri di cilindrata e 145 CV) utilizzato al Tour de Corse del 1967 e alla Targa Florio 1968. Il motore adottato fu dall’inizio un 1.6 HF con 145 CV a 7000 giri/minuto che successivamente raggiunse 162 CV nell’ultima evoluzione; tutti i motori utilizzavano uno speciale collettore d’aspirazione per diminuire l’altezza del cofano motore.

L’auto era nota come F&M Special e venne realizzata in tre esemplari, di cui l’ultimo aveva una carrozzeria in alluminio molto essenziale.

Esse presero parte a molte competizioni Sport su circuito e molte gare in salita con apprezzabili risultati.

  • STRATOS HF

Anno : 1974

Motore: 6 cilindri a V di 65°

Cilindrata: 2418 cmc

Potenza massima: 280 CV

Velocità massima: 220 km/h

La Stratos HF conquista nei rally un numero impressionante di vittorie.

La sua prima gara vincente è il Rally Firestone nell’aprile 1973 con l’equipaggio Munari-Mannucci e chiude la sua lunga carriera nell’aprile 1982 vincendo il rally dell’Isola d’Elba con Tabaton-Tedeschini.

In totale ha vinto 97 gare, il mondiale Rally per Marche negli anni 1974-1975-1976, tre volte l’Europeo Piloti con Darniche-Mahè (1975/1977) e Carello-Perissinot (1978) e la Coppa Mondiale FIA Piloti, con Sandro Munari nel 1977. Al raggiungimento del punteggio del 1974 contribuì anche la Fulvia.

Il modello viene prodotto dal 1972 al 1975

  • BETA Coupé

Anno : 1974

Motore: 4 cilindri in linea

Cilindrata: 1756 cmc

Potenza massima: 190 CV

Velocità massima: 205 km/h (a secondo della rapportatura

Dotata di motore con testa a 16 valvole erogante 190 CV, naccque come vettura da affiancare alla Stratos con la quale condivide la data di omologazione FIA per correre in Gruppo 4. Si tratta della prima vettura da rally ad utilizzare la servoassistenza dello sterzo. Guidata da Mauro Pregliasco e da Simo Lampinen ottenene quale migliore risultato il secondo posto al Rally di Rideau Lakes preceduta dalla Stratòs di Munari.

In collaborazione con Dallara

  • BETA MONTECARLO TURBO

Anno : 1980

Motore: 4 cilindri in linea

con turbocompressore

Cilindrata: 1425,9 cmc (1^ versione)  1773 cmc (2^ versione)

Potenza massima: 370/490 CV (1^ versione)  490 CV(2^ versione)

Velocità massima: 300 km/h

Con la Beta Montecarlo Turbo, la Lancia conquista, nel gruppo 5, il Campionato Mondiale Endurance nel 1980 e 1981, battendo la favorita Porsche.

Nel1980 vince:

– la 6 ore di Brands-Hutch con Patrese-Rohrl;

– la 6 ore del Mugello con Patrese-Cheever;

– la 6 ore di Watkins Glen con Patrese-Heyer;

– il Giro d’Italia con Patrese-Alen- Kivimaki.

Nel 1981 vince la 6 ore di Watkins Glen con i piloti Patrese-Alboreto ed ottiene altri importanti piazzamenti.

Il modello viene prodotto dal 1978 al 1981.

  • LC1

Anno : 1982

Motore: 4 cilindri in linea

Cilindrata: 1425,8 cmc

Potenza massima: 430  CV

  • LC2

Anno : 1985

Motore: 8 cilindri a V di 90°

4 valvole per cilindro, biturbo

Cilindrata: 2599 cmc (1^ versione)  3014 cmc (2^ versione)

Potenza massima: 620 CV (1^ versione)  680 CV (2^ versione)

Velocità massima: 360 km/h

Telaio: 0005

Il motore è un otto cilindri Ferrari bialbero sovralimentato da due turbocompressori KKK.

Nel mondiale Endurance qualche buona vittoria, nel 1983 vince la Mille chilometri di Imola e si classifica al secondo posto nella Mille chilometri del Mugello e di Kyalami. Nel 1984 vince la Mille chilometri di Kyalami e ottiene buoni piazzamenti nelle altre gare. Nel 1985 vince la Mille chilometri di Spa.

Nel 1986, dopo il secondo posto ottenuto nella Mille chilometri di Monza, la Casa abbandona il programma Endurance.

Fra i piloti che si sono avvicendati alla sua guida ricordiamo Patrese, Nannini, Alboreto, Fabi, Wollek, Martini e De Cesaris.

La LC2 è stata costruita in soli 5 esemplari.

Il modello viene prodotto dal 1983 al 1985.

Insieme ad Abarth

  • Rally (SE037)

Anno : 1982

Motore: 4 cilindri il linea

Cilindrata: 1995 cmc

Potenza massima: 260 CV

Velocità massima: 230 km/h

La Rally 037 Martini vince il Mondiale Rally Marche nel 1983, è seconda nel Mondiale Rally Piloti con Rohrl e vince, sempre nello stesso anno, il Campionato Europeo Rally con Biasion.

Essa possiede l’architettura tipica delle vetture sportive secondo le normative stabilite dalla FISA all’inizio degli anni ’80: motore centrale longitudinale, ruote motrici posteriori, sospensioni indipendenti sulle quattro ruote, telaio tubolare a gabbia.

La scelta della sovralimentazione a mezzo compressore volumetrico fu caldeggiata, se non imposta, dall’Ing. Aurelio Lampredi.

Nel 1984, pur classificandosi al secondo posto nel Mondiale Rally Marche, cede il testimone all’incalzante tecnologia delle quattro ruote motrici.

  • Delta S4 (SE038)

Anno : 1985

Motore: 4 cilindri il linea

Cilindrata: 1759 cmc

Potenza massima: 480 CV

Velocità massima: 225 km/h

La Delta S4 si impone all’esordio nel Rally RAC, occupando le prime due posizioni con gli equipaggi Toivonen-Wilson e Alen-Kivimaki.

Nella stagione 1986 vince il Rally di Montecarlo con i piloti Toivonen-Cresto, e nello stesso anno il Rally di Argentina e l’Olympus, ed ottiene inoltre ottimi piazzamenti nelle altre gare.

Sempre nel 1986 vince il titolo italiano ed europeo con gli equipaggi Cerrato-Cerri e Tabaton-Todeschini.

In seguito all’incidente occorso durante il Rally di Corsica, che provoca la morte dei piloti Toivonen e Cresto, la Lancia decide di affidare la missione sportiva all’appena nata Delta HF 4WD.

  • Delta HF Integrale 4WD (SE043)

Anno : 1987

Motore: 4 cilindri il linea con turbocompressore

Cilindrata: 1995 cmc

Potenza massima: 265 CV

Velocità massima: 208 km/h

  • Delta HF Integrale (SE044)

Anno : 1988

Motore: 4 cilindri il linea con turbocompressore

Cilindrata: 1995 cmc

Potenza massima: 280 CV

Velocità massima: 208 km/h

L’equipaggio Biasion-Siviero dà alla Lancia la prima vittoria nell’East African Safari. Le partecipazioni precedenti erano state tutte senza fortuna.

Nella stagione 1988 vince 10 gare su 13, aggiudicandosi il Mondiale Rally Piloti con Biasion-Siviero, l’Europeo con Fabrizio Tabaton e molti titoli nazionali fra cui quello italiano.

Nel 1989 si fregia nuovamente dell’alloro mondiale.

Le prime due gare della stagione vengono ancora vinte dalla Delta HF 4WD, le successive dalla Delta HF Integrale.

  • Delta HF Integrale 16V (SE045)

Motore: 4 cilindri il linea con turbocompressore e testata a 16 valvole

Cilindrata: 1995 cmc

Potenza massima: 300 CV

Velocità massima: 208 km/h

Portata vittoriosamente al debutto da Miki Biasion al Rally di San Remo nel 1989, conquisterà i titoli mondiali nel 1990 e 1991.

  • Delta HF Integrale Evoluzione (SE050)

Motore: 4 cilindri il linea con turbocompressore e testata a 16 valvole

Cilindrata: 1995 cmc

Potenza massima: 300 CV

Velocità massima: 208 km/h

La vettura ha vinto il Campionato Mondiale Rally del 1992 gestita dal team Martini Racing, nonostante il disimpegno di Fiat Auto.

 

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