Auguri Diva Pininfarina: 50 anni di eterna bellezza
Questo mese ricorre il compleanno di una diva: tantissimi auguri alla Lancia Gamma per i suoi 50 anni.
Il debutto al Salone di Ginevra del 1976 avviene in uno dei momenti più complessi della storiaĀ di Lancia, segnato da una profonda transizione industriale e da ambizioni tecniche d’avanguardia.
Dopo il passaggio di consegne, Gamma fu il primo modello di punta concepito sotto la gestioneĀ Fiat, che aveva acquisito il marchio nel 1969. Storicamente, rappresenta l’ultimo tentativo di Lancia di mantenere unāautonomia progettuale prima della sua completa integrazione dei componenti. Del resto Lancia significa, da sempre, scelte coraggiose, non attingere a soluzioni giĆ disponibili allāinterno del gruppo e nel 1976 il Marchio spegneva le sue prime 70 candeline: quale miglior regalo poteva esserci se non quello di una nuova e modernissima ammiraglia capace di dimostrare che la casa Torinese era ancora sinonimo di ingegneria raffinata? Un modello con due anime opposte: berlina due volumi d’avanguardia con coda tronca e design di rottura rispetto alle rivali dell’epoca; coupĆ© a tre volumi, che si rivelerĆ un manifesto di eleganza divenendo immediatamente una instant classic, considerata ancora oggi uno dei capolavori assoluti del design automobilistico per il suo equilibrio magistrale.
Indissolubilmente legata a Pininfarina: lo storico atelier alla cui nascita contribuƬ Vincenzo Lancia, ĆØ autore del disegno e, nel caso della coupĆ© anche della produzione. Il design mescola visione artistica con avanguardia tecnica per la capacitĆ di anticipare linee che sarebbero diventate standard decenni dopo. Le Gamma erano “scientificamente eleganti”, un mix di artigianato e tecnologia d’avanguardia anche grazie all’uso pionieristico della galleria del vento (la prima in Italia nel 1972).
LāĆ©lite dei designer Pininfarina, Leonardo Fioravanti per la berlina, Aldo Brovarone con la coupĆ©, sono veri e propri sarti dell’acciaio. Piero Stroppa disegna degli interni avveniristici dallāestrema pulizia e bellezza, divenuti icone del miglior gusto italiano. Design futuristico e minimalismo sono espressione del marchio Lancia, mai incline all’eccesso o al volgare ma al contempo statuario: lāaudacia della coupĆ© e lāaristocratica innovazione della berlina come sintesi perfetta tra presenza scenica e soliditĆ .
La meccanica del progetto āLancia 830ā tocca un tasto che fa vibrare il cuore di ogni appassionato, ha un’anima e una firma: citare Ettore Zaccone Mina significa evocare il “Sacro Graal” dei motoristi Lancia. Il Boxer Gamma ĆØ stato l’ultimo motore 100% Lancia, l’ultimo grande sussulto di ingegneria pura di una Lancia che lottava orgogliosamente per mantenere la propria identitĆ tecnica superiore prima che le sinergie di gruppo costringessero all’adozione dei motori di derivazione Fiat.
Zaccone Mina, ideatore dei leggendari propulsori Lancia Competizione, optò per unaĀ configurazione a 4 cilindri contrapposti: scelta dettata dalla ricerca di baricentro bassissimo per una tenuta di strada e un comfort di guida superiori. Realizzato interamente in alluminio, una raritĆ per l’epoca su motori di quella cubatura, rende l’unitĆ estremamente leggera. Il boxer 830 fu il primo Lancia a utilizzare cinghie dentate per la distribuzione. Con una cilindrata di 2.5 litri (la più alta per un 4 cilindri boxer automobilistico dell’epoca) il motore “superquadro” ĆØ molto elastico, offre unāerogazione di coppia piena ai bassi regimi e diviene ārabbiosoā agli alti. Aveva il fascino del “diverso” e, pur nato in unāepoca di sinergie ed economie di scala con motori in linea, rappresentava l’aristocrazia tecnica, un’alternativa colta e sofisticata.
Si arrivò persino ad allestire la versione turbo con l’aiuto anche dell’Ing. Nicola Materazzi cheĀ costituƬ un proficuo banco di prova per la futura sostituita: la Thema Turbo i.e. introdotta nel 1984.
Luci e ombre: nonostante il genio di Zaccone Mina, la Gamma ĆØ passata alla storia anche per una fragilitĆ meccanica (spesso imputata a economie di scala imposte dalla dirigenza o a test affrettati).
La successiva risoluzione di questi problemi ha restituito l’affidabilitĆ che meritava fin dal debutto.Ā La Gamma ĆØ un piacere per gli occhi che affascina soprattutto persone con spiccata sensibilitĆ Ā estetica ma ĆØ guidandola che diviene ancor più bella: una Gamma a punto ĆØ come un violinoĀ Stradivari, esplica appieno la sua eccellenza progettuale grazie a soluzioni tecniche da vera Lancia.
Su strada se ne percepisce appieno la modernitĆ : tenuta di strada, frenata, comfort da salotto di casa, firmato dai tessuti in ciniglia Ermenegildo Zegna (sulla seconda serie), pelle Connolly o lāeccellente panno di lana di antica memoria lancista (solo sulla berlina) concorrono adĀ unāesperienza emozionale.
Capace di soluzioni tecniche modernissime e fragilità , la Gamma, come uno specchio delle travagliate vicende del Marchio, rappresenta uno dei capitoli più sofferti e al contempo affascinanti della storia, un vero gioiello da iscrivere al Registro Storico Lancia.
